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39 - Essere Nodo (trailer)
“…se potessi scegliere vorrei tornare ai giorni della mia gioventù nel Settore Biblioteca.
Ricordo che anche allora l'inizio non fu facile.
Mi stancai presto delle MemoVite, con il loro farfugliare continuo di se stessi, con tutte quelle banalità infantili, come se i dischi di memoria alla fine riuscissero solo a distillare un’invadente mediocrità digitale che continuava a implorare l’attenzione dei vivi, attraverso la polvere dei millenni.
Ero scoraggiato, ero certo che la mia capacità di imparare avrebbe risentito di questa suscettibilità principalmente causata dalla mia innata insofferenza verso le debolezze dei miei simili.
Poi scoprii i documenti più antichi, i vetusti tomi vergati a mano o stampati, che tuttora vengono conservati nel nucleo della Biblioteca sotto pesanti teche di quarzo riempite di azoto, penso, più che altro, come ammonimento per noi giovani Sterili a non ripercorrere la facile strada dell’assoggettamento culturale dei Fertili, l’abominio che procurò al Popolo dell’Arcipelago solo guerra e distruzione.
Gran parte erano cupe testimonianze delle Epoche Buie dei Signori del Mare, dalle quali siamo usciti solo con l’Era del Patto Unificatore, ma alcuni libri erano di un’epoca intermedia, non ancora completamente pacifica ma ricca di nuove scoperte scientifiche e geografiche. Così mi appassionai all’Età dei Maestri Naviganti, quando con le loro pericolose traversate solitarie unirono arcipelaghi lontani e scoprirono Atolli Nido ancora vergini o tornati alla barbarie dopo la distruzione del loro Signore. Mi piaceva lo spirito di questi coraggiosi esploratori che già profeticamente precorreva la rivoluzione intellettuale del Patto Unificatore:
“Sii Nodo tra i Nodi.”
Ero affascinato da quel loro abbandonarsi alle spalle ogni ambizione personale, concetto che noi oggi consideriamo scontato e che invece allora parve rivoluzionario, per dedicarsi all’insegnamento nelle nuove colonie degli arcipelaghi appena scoperti dalle rotte dei Glank-kdak commerciali, dove i Fertili ancora nascevano e morivano senza sapere nemmeno il nome delle due lune…”