Blognovel interattiva di fantascienza

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Sinossi

Tor è una novella interattiva che dimostra, inequivocabilmente e secondo tutte le leggi scientifiche conosciute, come a bloggare troppo si finisca male, anzi peggio. La protagonista è infatti una blogger adolescente e vergine (e questo ha la sua importanza), che tecnicamente non scrive i suoi post, ma proprio li invia direttamente dalle onde cerebrali, grazie a un sofisticato impianto cranico wireless. I commentatori (che sono milioni al giorno) apprezzano questa “immediatezza” neuronale, e amano Podcaine. La più brutale “sincerità” e il posting in tempo reale fanno di Podcaine un essere mostruoso, e giustamente amatissimo dal pubblico a casa. Tutto il pubblico a casa. Il luogo che dà nome alla saga (tipo la saga della castagna, ecco: la saga di Tor) è Tor, ovvero un asteroide artificiale, di fattura e materiale sconosciuti, di forma toroidale (più o meno una ciambella che si otterrebbe facendo girare, ma assai, una curva, contemporaneamente guardando verso l’infinito e oltre). Gli uomini della Terra, dopo un immenso “ooohhhhhh” di stupore, hanno avviato un programma di conquista – ma lo chiamano scoperta – di Tor, ristrutturando allo scopo un rottame celeste, ovvero l’astronave Magellano, obsoleto arnese imbottito di fibre ottiche in un mondo ormai tutto wireless. Ma, arrivati davanti all'aggeggio alieno, le cose cominciano presto ad andare a puttane. Si fa per dire...

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Ultimo episodio in ordine cronologico Regolamento della blog-novel interattiva Classifica prefazione

TOR NEWS: Il Trailer dell'ultimo episodio 39 - ESSERE NODO è stato pubblicato - E' stata aggiornata (14.01.08) la CLASSIFICA - Triana, per il suo coraggio di lettrice fuori sede viene premiata con 4 punti Speciali dal Comitato - Tips: Questa è una Blog-Novel e si legge come un libro: la prima pagina è l'inizio della storia, l'ultimo episodio della serie è raggiungibile tramite l'Indice a sinistra o l'apposita voce del menù superiore.

13- comandi alieni

14.09 – 03.11.2026 - Raffica dati dall'ultima posizione conosciuta di Podcaine of Mars
Pensa Podcaine, pensa. E’ evidente che qui nessuno ti può aiutare. Quei bastardi della ConSpace hanno chiuso le comunicazioni già da ore e le loro teste d’uovo preferirebbero farsi tagliare un braccio piuttosto che perdere il rinnovo del contratto annuale di consulenza. Così sei da sola di fronte a questa sfinge aliena che ti sorride sotto forma di Interfaccia Utente. Niente panico. C’è ancora tempo. E poi Neville, nonostante tutto, potrebbe essere ancora d’aiuto.
Perché con le ultime forze rimaste ha fatto di tutto per riattraversare il diaframma e indicarmi la teca chiusa della torpedine meccanica? Magari nei suoi attimi di sofferenza voleva dirmi: “Stai attenta a quella Cosa!”
Neville però non ragionava così. Neville era stato un pilota collaudatore; era uno di quei tipi ultraprecisi e freddi come l’azoto liquido che, quando si stanno disintegrando con la loro navicella in fiamme, continuano a leggere parametri dagli strumenti e a fare ipotesi su come risolvere il problema che li sta per uccidere. Non avrebbe perso tempo in avvertimenti. Sapeva che c’era un problema da risolvere e ha proposto una soluzione:
“Prova a usare la torpedine aliena.” Questo vuole dirmi. Nessuna certezza. Nessuna soluzione a buon mercato. Mi stai dicendo “Fai questo tentativo…magari funziona”.
Va bene Neville. Ricevuto. Ma per il resto voglio fare a modo mio.
Nemmeno il libro di Svenson mi sembra di grande aiuto in questo frangente. Lo conosco a memoria e posso richiamare dai recessi dei gigabyte di cui è infarcita la mia interfaccia cranica, ogni passo interessante.
Quelle frasi ad effetto:
“…è fondamentale capire come gli alieni rappresentano se stessi”
Questa è facile: i nostri amici toriani si rappresentano con quegli ovali oblunghi dotati di occhietti nella parte inferiore, basta guardare i caschi delle tute per capirlo. Ci sono quattro icone con il simbolo dell’alieno partendo da sinistra: la prima, la seconda, la quarta e la settima.
Ciò dimostra che sono brava a contare, ma non a cavarmi dall’impaccio. Infatti non ho nessuna rivelazione, nessuna idea illuminante. La prima mi sembra un minaccioso convegno di alieni, la seconda un toriano annegato, la quarta un tizio con una strana permanente in testa e la settima…
La settima mi lascia veramente interdetta. Il simbolo dell’alieno è sovrapposto a due mezzelune, un disegno che si ripete da solo sull’icona superiore. Un vero rompicapo.
E se provassi…Com’era quell’altra frase del libro di Svenson ?
“…bisogna prima di tutto inserire i messaggi nel contesto per ricavarne un senso”
Il contesto è una sala circolare dotata di due diaframmi, e con tre teche che contengono nell’ordine: una tuta spaziale per un alieno magrissimo e molto alto; quella che Neville descrive come un’attrezzatura subacquea; una minacciosa torpedine di metallo con micidiali tentacoli a punta; e ovviamente la consolle che ormai lascerà un’indelebile traccia nella mia retina per quanto l’ho intensamente fissata nell’ultima ora.
Il contesto…e se le icone nell’interfaccia servissero appunto per interagire con gli oggetti di questo contesto. Il disegnino della torpedine me lo confermerebbe. Anche la figura dell’alieno sottacqua indica probabilmente la possibilità di accedere a quella tuta subacquea extraterrestre.
A questo punto quale delle altre tre icone rappresenta la tuta spaziale?
Scarterei subito la prima: troppe teste. Sono convinta che significa qualcos’altro anche per un alieno.
Sulla seconda è meglio sorvolare.
Ma la settima m’intriga…specialmente se la confronto all’icona che si trova sopra: le due mezzelune.
Ora dico qualcosa di veramente stupido: e se il simbolo delle due mezzelune rappresentasse il vuoto? D’altronde siamo in una camera a pressione. Se c’è un comando per immettere aria, ce ne deve essere per forza uno per fare il vuoto. Le camere a pressione funzionano così, no?
Perciò l’icona della testa aliena sulle mezzelune potrebbe rappresentare la tuta per affrontare il vuoto spaziale.
Se…Potrebbe…
E’ ormai un’ora che mi scervello su questa faccenda e tutte le volte che mi ricordo quanto dipenda il mio prossimo futuro da questa catena di Se e Potrebbe perdo ogni speranza.
Ho bisogno di conferme alle mie illazioni.
Calcando il tasto del vuoto non dovrebbe succedere niente perché sono già in assenza di pressione atmosferica.
Sto per premere il tasto con le due mezzelune quando finalmente ho una vera rivelazione.
Tutte le volte che uso un nuovo software, tutte le volte che provo per la prima volta un gioco, cosa vanno a cercare i miei occhi, dopo anni di esperienza con Y-Box e Joy-Station?
Il comando dell’Help, ovviamente.
Ogni gioco, ogni software, ogni G.U.I. (Graphic User Interface) a prova di stupido ha sempre un Help, la guida per utenti inesperti e per vergini terrestri con aspirazioni suicide.
Così ora lo vedo, ce l’avevo sotto gli occhi e non avevo capito. Cosa si chiede quando si è confusi e non si sa che pesci prendere? Si chiede consiglio a qualcuno. E chi meglio di otto teste aliene disposte a margherita, possono rappresentare un buon consiglio. Otto teste funzionano meglio di una.
Senza esitazione sfioro la prima icona che subito evoca uno schermo sospeso sopra la plancia.
Basta sfiorare la sfera al centro della plancia per fare uno “scrolling” dell’immagine. Schermate su schermate di strani glifi circolari interrotte da qualche immagine.
Non posso negare di essere compiaciuta. Accanto alla tuta spaziale compare l’icona delle mezzelune con la testa aliena in mezzo. Ma soprattutto nella pagina seguente, accanto all’icona della testa aliena affiancata dalle due spirali, appare una scala graduata senza nessun valore segnato con il valore più basso contraddistinto dal simbolo alieno per il vuoto che lampeggia. E’ il comando per pressurizzare che mi indica che attualmente c’è il vuoto.
Tutto il resto è accademia.
Il terzo simbolo -come evidenzia una animazione- rappresenta l’apertura dei diaframmi (cosa che si sarebbe rivelata mortale per me se l’avessi azionato, facendo cadere ogni difesa tra me e la nube verde assassina).
Ma indovinate cosa rappresenta il quinto simbolo? Quello che non avrei sfiorato nemmeno morta per quanto evocava in me denti e faccende taglienti?
La pagina che lo descrive è piena di scritte lampeggianti come se dicesse di usare con attenzione quel comando, ma soprattutto un’animazione lo fa vedere al lavoro. Si vede una tuta spaziale aliena coperta di strani residui neri come se fosse sporca, una nube verde scende dall’alto e la ripulisce. La nube non è un gas, ma uno sciame di piccoli nanobot (lo si capisce da un ingrandimento) che servono a pulire condotte e attrezzature da residui organici, presumibilmente di origine cometaria come aveva intuito Neville.
Le nostre tute evidentemente contengono nelle guarnizioni delle sostanze che hanno attivato le difese dei nanobot di pulizia nell’altra camera.
Rimango esterrefatta contemplando la possibilità che il team di esplorazione della Magellano e il povero Neville siano stati uccisi da una versione aliena un po’ più sofisticata dell’Idraulico Liquido.
 
Ovviamente l’ultimo simbolo fa accedere al sistema di comando della torpedine. Non sembra più complicato di un normale gioco First Person Shooter ai quali sono abituata. Mi sembra anche dotato di faccende interessanti che, a occhio e croce, sembrerebbero un lanciafiamme e una specie di sparamoccio. Il tutto governato dalla sfera rotante al centro della plancia comandi. Roba da preistoria dei computer, trent’anni fa sulla Terra lo chiamavano Jog-Shuttle.
 
Cara nube verde mangia terrestri sto arrivando a prenderti con la mia super-torpedine sparamoccio. Non hai più scampo.
E grazie...Neville, amico mio.


COMMENTI ORIGINALI

Editor: aquatarkus Data: ottobre 25, 2007 01:25 | link | commenti (1)
13-comandi alieni