Blognovel interattiva di fantascienza

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Sinossi

Tor è una novella interattiva che dimostra, inequivocabilmente e secondo tutte le leggi scientifiche conosciute, come a bloggare troppo si finisca male, anzi peggio. La protagonista è infatti una blogger adolescente e vergine (e questo ha la sua importanza), che tecnicamente non scrive i suoi post, ma proprio li invia direttamente dalle onde cerebrali, grazie a un sofisticato impianto cranico wireless. I commentatori (che sono milioni al giorno) apprezzano questa “immediatezza” neuronale, e amano Podcaine. La più brutale “sincerità” e il posting in tempo reale fanno di Podcaine un essere mostruoso, e giustamente amatissimo dal pubblico a casa. Tutto il pubblico a casa. Il luogo che dà nome alla saga (tipo la saga della castagna, ecco: la saga di Tor) è Tor, ovvero un asteroide artificiale, di fattura e materiale sconosciuti, di forma toroidale (più o meno una ciambella che si otterrebbe facendo girare, ma assai, una curva, contemporaneamente guardando verso l’infinito e oltre). Gli uomini della Terra, dopo un immenso “ooohhhhhh” di stupore, hanno avviato un programma di conquista – ma lo chiamano scoperta – di Tor, ristrutturando allo scopo un rottame celeste, ovvero l’astronave Magellano, obsoleto arnese imbottito di fibre ottiche in un mondo ormai tutto wireless. Ma, arrivati davanti all'aggeggio alieno, le cose cominciano presto ad andare a puttane. Si fa per dire...

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Ultimo episodio in ordine cronologico Regolamento della blog-novel interattiva Classifica prefazione

TOR NEWS: Il Trailer dell'ultimo episodio 39 - ESSERE NODO è stato pubblicato - E' stata aggiornata (14.01.08) la CLASSIFICA - Triana, per il suo coraggio di lettrice fuori sede viene premiata con 4 punti Speciali dal Comitato - Tips: Questa è una Blog-Novel e si legge come un libro: la prima pagina è l'inizio della storia, l'ultimo episodio della serie è raggiungibile tramite l'Indice a sinistra o l'apposita voce del menù superiore.

18 - La Tempesta

Pneumatic Shelter

5 ore e 20 minuti  dentro Tor.
Raffica dati dall'ultima posizione conosciuta di Podcaine of Mars


Ebbene ce l'ho fatta! Sono uscita fuori da quella schifosa tuta e per un po' mi sono goduta la mia nuova casa. Non è esattamente un attico a L.A., con i suoi tre metri per tre metri scarsi, ma non vado tanto per il sottile da quando ho rischiato di finire i miei giorni in un attillato e supertecnologico sarcofago Made in China. Qui dentro posso persino allargare le braccia, e il set di spugnette per l'igiene personale è proprio una sciccheria: quasi quasi non sento più il vago sentore di tombino chiuso male che stava impestando la mia tuta spaziale.
Mentre ultimavo le operazioni di pressurizzazione e riscaldamento dello shelter, mi sono fatta un programma di quello che avrei fatto nelle ore successive. Avevo delle priorità molto chiare in testa: prima di tutto l'igiene personale (e innanzitutto vedere che tipo di peperoncino hanno spalmato sul catetere che mi permette di orinare nella tuta), poi reidratare qualcosa da mangiare, infine stramazzare in un benefico sonno senza sogni (si può dire stramazzare in microgravità? Boh...chi se ne frega). Tutto è andato come previsto. Non appena si è accesa la luce verde mi sono fiondata come un razzo dentro il portello e ho sigillato lo shelter, mi sono tolta la tuta con qualche acrobazia d'anguilla e finalmente ho respirato.
Nello shelter c'era quel paradisiaco odore di plastica nuova che ha un'auto uscita dal concessionario, accompagnato da un piacevole tepore da climatizzatore di lusso.
Vi risparmio la parte sull'igiene personale (anche se farei volare alle stelle i contatti. Ma non sono già cosi?) e vi garantisco che il miglior cappuccino della mia vita non l'ho assaggiato in un esclusivo locale di Londra, ma da un aggeggio con lo stesso numero di avvisi di pericolo di una testata nucleare e che dovrebbe essere il reidratatore-scaldavivande dello shelter. Sin qui tutto stava andando per il meglio: galleggiavo al centro dell’ottaedro imbottito sgranocchiando cialde e sorseggiando il cappuccino, come Alice in caduta libera nel pozzo, felice e beata, circondata dai componenti della tuta e dalle confezioni aperte di razioni liofilizzate per astronauti e mi sentivo già come a casa, quando il mio lettore musicale a selezione emotiva ha tirato fuori qualcosa di elettronico e vecchiotto (roba dei Massive Attack mi pare) così ho deciso di abbassare le luci all'interno dello shelter per creare un po' d'atmosfera e rilassarmi facendomi cullare verso il sonno da quella musica. 
E' stato un errore.
La cangiante e liquida luminosità di Tor ha fatto ben presto irruzione nello shelter, e quest’ultimo, come se fosse scoccata la mezzanotte per tutte le finte principesse spaziali, ha smesso immediatamente di essere la mia nuova principesca magione per ritornare quello che è sempre stato: un precario rifugio per esseri umani sprezzanti del pericolo in un ambiente brutalmente ostile.
Il mio sguardo veniva continuamente attratto fuori dall' oblò dello shelter, calamitato dalle enormi cupole trasparenti sulla volta della sala. Fino ad allora ero stata talmente concentrata nella sistemazione del Caterpillar e nel montaggio dello Shelter che non vi avevo prestato più attenzione dopo il primo sguardo. Ora sapevo che non avrei chiuso occhio fino a che non fossi riuscita a dare un'occhiata a quello che c'era dall'altra parte. Perciò non ditemi che sono una stupida per essermi rimessa la tuta ed essere uscita dallo shelter (manovra se vogliamo anche più complicata dell'ingresso, visto che la camera a pressione è poco più di un tubo flessibile e fa sembrare  il parto di un macrocefalo una passeggiata). Ad ogni modo sono di nuovo in ballo, qui fuori con il mio cavetto di fibra ottica che continua a srotolarsi dietro di me, mentre balzo verso le cupole con l'incurante ottimismo della mosca che va a spiaccicarsi contro il parabrezza di un'auto in corsa.

5 ore e 20 minuti  dentro Tor.
Raffica dati dall'ultima posizione conosciuta di Podcaine of Mars

"Volli che questo santuario di tutti gli dei rappresentasse il globo terrestre e la sfera celeste, un globo entro il quale sono racchiusi i semi del fuoco eterno, tutti contenuti nella sfera cava" (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano).
 
Oltre le enormi vetrate convesse lo spettacolo che mi attendeva era da togliere il fiato. A quanto pare le cupole trasparenti si affacciano in un ambiente se vogliamo ancora più colossale, apparentemente di qualche chilometro di diametro.
Quel luogo è talmente ampio che non si riesce a valutare bene le distanze a causa della foschia. Anche le strutture ciclopiche che si intravedono in distanza, sul fondo di questo colossale cavità non danno esattamente l'idea delle dimensioni dell’interno del mozzo di Tor.
Ciò che però annichilisce è il fatto che sembra di guardare nel cuore di un uragano imbottigliato.
A mezz'aria si vedono polle delle dimensioni di un condominio, di quella che sembrerebbe acqua, orbitare lentamente, e scontrarsi spesso tra loro con forza inaudita per poi disintegrarsi in immense nubi di goccioline.
Senza parlare poi degli iceberg volanti o delle nuvole di ogni forma e dimensione: cirri, cumulonembi e banchi stratificati in rotta circolare; o dello spettacolo pirotecnico di fulmini e arcobaleni mischiati insieme.
E’ stato come se avessi guardato dentro il Grande Pentolone della Creazione dove Qualcuno dopo aver aggiunto con generosità gli ingredienti si stesse divertendo a rimestare il Brodo Primordiale.
 
Sono rimasta a lungo ad ammirare l’interno del Mozzo e per un po' ho persino pensato che ne fosse valsa la pena di venire fin quaggiù per assistere a tanta maestosità.
 
A dar retta alle spiegazioni di Neville tutta quest'acqua era il residuo disciolto della cometa che ha fatto da massa d'accelerazione per Tor.
Così, grazie al vapore acqueo, aldilà del vetro corazzato probabilmente c'è atmosfera, ma niente di raccomandabile per lillipuziani come noi. In questo "serbatoio" le energie in gioco devono essere tali da spazzare via ogni cosa che non sia stata costruita dalla mirabile ingegneria toriana.
E' evidente che non sarà questa una delle prossime mete del mio viaggio di piacere dentro Tor.
 
Soddisfatta la curiosità sono tornata dentro lo shelter sperando di riuscire finalmente a dormire.
Invano.
Nella console di bordo mi attendevano due e-mail dalla Terra accuratamente selezionate dall'Intelligenza artificiale che pago profumatamente per cestinare periodicamente le migliaia di stupide lettere di complimenti, di minacce di morte, di offerte di matrimonio e di lucrosissimi affari, con le quali bombardate la mia casella postale giornalmente.



Ore 18.50 – 03.33.2026

 
e-mail indirizzata a podcaine@podcaine.mars da conspace@conspace.com
 
Gentilissima Mr.Podcaine,
con Nostra immensa soddisfazione abbiamo appreso, dal Network al quale ha venduto arbitrariamente l'esclusiva delle Sue vicende su Tor, che Lei è riuscita a   superare incolume e contro tutte le aspettative le insidie del manufatto alieno che hanno causato la prematura dipartita del team di esplorazione.
Ci dispiace turbare questo suo momento di soddisfazione per lo scampato pericolo, con questa ingiunzione del Tribunale di Ginevra per Le Orbite Esterne (la cui legislazione come lei ben sa si estende sino allo spazio oltre l'orbita di Marte in base alla Risoluzione 8691 dell'O.N.U.) con la quale le si intima di sospendere ogni ulteriore esplorazione del manufatto alieno con l'ausilio di materiale appartenente alla ConSpace (ad esempio il robot denominato Caterpillar o lo Shelter Pneumatico). Le è concesso unicamente: l'utilizzo del sistema di riciclaggio dell'aria, dei liquidi, l'uso dei generi di conforto conservati negli appositi container del Caterpillar e l'utilizzo dello Shelter Pneumatico nell'attuale sistemazione prospicente all'entrata del mozzo di Tor. Le si fa divieto assoluto di spostare siffatte attrezzature in locazioni differenti dalle attuali. In cambio dell’uso di tali attrezzature alle suddette condizioni il tribunale le chiede l'immediata trasmissione del codice frattale del comandante Neville attualmente in suo possesso, in modo da mettere in grado la ConSpace di riprendere il controllo della nave spaziale Magellano. Questo con lo scopo di riportare il Nostro vettore interplanetario sulla Terra al più presto con il pilota automatico, rifornirlo, dotarlo di un equipaggio qualificato e rimandarlo indietro in missione di soccorso per riportare Lei, in quanto unica sopravvissuta, incolume sulla terra.
Il suddetto tribunale Le vieta altresì di propalare ulteriormente notizie false e tendenziose inerenti al guasto del sistema di sopravvivenza della Magellano , a differenza di quanto è accaduto finora con le Sue avventate illazioni rese pubbliche su Internet.
Fiduciosi che Lei segua una linea di condotta consona e che tenga conto delle indicazioni contenute in questo documento, Ci auguriamo di ritrovarLa in buona salute al ritorno della Magellano su Tor e Le inviamo i più cordiali saluti.
 
A.I. Amaterasu III C.E.O. di turno della ConSpace Unlimited
(ingiunzione elettronica in allegato)


Ci sarebbe da ridere al pensiero di questi che dopo aver tentato di uccidermi, mi dchiedono di non sciupargli l'attrezzatura e di fargliela trovare bella lucida vicino alla porta. Se non fosse che mi fa sempre venire i brividi una A.I. quando usa il Plurale Maiestatis. Bastardi…
L'altra e-mail è questa:


Ore 19.01 – 03.33.2026,


e-mail indirizzata a
podcaine@podcaine.mars da mike@merlininit.org

Carissima Podcaine,
Il mio nome è Mike McNeal e rappresento l’Iniziativa Merlino, un qualificatissimo gruppo di scienziati che ha deciso di prendere una posizione netta contro il boicottaggio informativo che stai attualmente subendo da parte della ConSpace. Noi pensiamo che tu,Podcaine, come punta avanzata dell'umanità e rappresentante del pianeta Terra su Tor, abbia l'inalienabile diritto di ottenere ogni possibile aiuto dal nostro pianeta. A questo proposito abbiamo costituito una poderosa équipe con i migliori intelletti terrestri pronta a coadiuvarti nel difficoltoso viaggio esplorativo che stai intraprendendo. Non chiediamo niente in cambio se non di esserti vicino con i nostri qualificati consigli.
Per dimostrare la nostra buona fede ti mando alcune deduzioni  basate sulle tue ultime comunicazioni:

1) Abbiamo scoperto il punto debole delle tute Shenjyang che avevate in dotazione. Le guarnizioni principali sono state realizzate in prezioso caucciù naturale. Per questo i nanobot di pulizia alieni, evidentemente programmati per demolire ogni molecola organica, le hanno aggredite permettendo di penetrare nelle tute dei tuoi poveri compagni. Qualora tu dovessi incontrare un altro sciame di nanobot, potresti evitare che la tua tuta venga aggredita spalmando sopra le giunture delle guarnizioni il silicone sigillante in dotazione di ogni tuta ricoprendolo con il nastro adesivo metallizzato. (Dr.Prof. Bakaloff docente di Ingegneria Aerospaziale-Sistemi di Sopravvivenza all' Università di Pietroburgo)

2) Analizzando le ultime immagini, il prof. Perkins del CalTech è Arrivato alla conclusione che le strutture lineari della Grande Sala siano dei binari per un sistema di comunicazione (ad esempio dei vagoni a levitazione magnetica) che potrebbe portarti in qualunque parte di Tor.

3) Nella telemetria che ci arriva  con i pacchetti dati delle tue comunicazioni, soprattutto nella parte concernente la tua attività cerebrale, il prof. Steiger dell' Università di Gottinga (docente della facoltà di neuropsichiatria sperimentale) ha riscontrato delle evidenti anomalie, ovvero dei picchi di superattività corticale indotti, corrispondenti a quelli che per te sono stati dejavu o flashback.
Secondo lui su Tor è in funzione una qualche apparecchiatura aliena per la scansione della mente che a intervalli regolari esegue una specie di sondaggio del tuo cervello. Il professor Steiger dice che anche sulla Terra si stava studiando qualcosa del genere, ma gli esperimenti sono stati abbandonati per problemi etici sulla violazione della Privacy. Evidentemente i fantomatici alieni non hanno di queste restrizioni, perciò aspettati frequenti attacchi di dejavu in corrispondenza delle scansioni aliene.


4)
Ci siamo domandati tutti che fine possa aver fatto l’equipaggio di Tor e l’ipotesi più quotata è quella di un decadimento verso le barbarie della struttura sociale nell’astronave. Non è escluso che durante il lungo viaggio (si parla di migliaia d’anni) ci sia stato un qualche ammutinamento che ha diviso secoli fa l’equipaggio in diverse fazioni in lotta tra di loro. Per questo motivo Tor appare abbandonato e in decadenza. Ti raccomandiamo perciò un’estrema prudenza nell’eventualità di un contatto con i toriani: non è detto che siano ancora civilizzati come farebbe pensare la loro mirabile astronave e non è detto che i loro modi siano quelli che ci aspetterebbe da una razza progredita che ha conquistato lo spazio.

5) L’ultimo consiglio è il mio. Ho una lunga carriera come astronauta e secondo la mia esperienza la tua attuale posizione non potrà che essere momentanea. Non puoi rimanere in condizione di imponderanza a lungo. Le modificazioni nelle tue ossa a lungo andare (si parla di un paio di mesi) ti sarebbero fatali. Senza l’esercizio giornaliero in una palestra appositamente realizzata, come quella che avevamo noi sulla ISS, rischieresti l'atrofia muscolare e la decalcificazione ossea. Perciò non ti resta che raggiungere l’anello di Tor dove è presente una pseudo gravità derivante dalla sua rotazione.

  
Nella speranza di esserti ancora d'aiuto ti saluto e ti mando i migliori auguri da parte di tutti i componenti dell'Iniziativa Merlino

Mike McNeal, Astronauta.
Portavoce dell'Iniziativa Merlino


Cosa vi devo dire? Stavo molto meglio prima di sapere che una macchina aliena mi sta guardando il cervello al microscopio e che probabilmente i toriani sono diventati barbari cannibali che non vedono l’ora di sacrificare una povera verginella terrestre al loro sanguinario Moloch.
E' stata una lunga giornata e spero di riuscire finalmente a riposarmi.
Buonanotte Terra, spero di non risvegliarmi domani in un pentolone pieno d’acqua circondata dall’equivalente toriano delle patate.


COMMENTI ORIGINALI

Editor: aquatarkus Data: ottobre 25, 2007 02:23 | link | commenti (2)
18-la tempesta


Commenti
#1   06 Novembre 2007 - 22:08
 
Ho la netta sensazione di essere seguito... Ma non posso perdermi in troppe chiacchiere... Qualcosa mi spinge alla prossima puntata. La soluzione si avvicina.
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#2   11 Novembre 2007 - 10:42
 
Piccolissima magagna nelle lettera dalla ConSpace: l'intestazione non dovrebbe essere "Mr.Podcaine" ma "Ms.Podcaine" o "Mrs.Podcaine", ma direi la prima che è ormai la più usata indifferentemente per abbreviare Miss o Mistress, come da apposita legge U.S.A. del 2002 :)
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